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Zinconeide

Ergodicità in finanza, dopo un secolo. Analogie e differenze

Il concetto di ergodicità (coniato da Boltzmann) è da tempo traslato dalla fisica allo studio delle dinamiche economiche.
La possibilità di variare dal minimo al massimo senza interposizione di barriere assorbenti rappresenta in teoria la massima libertà economica.
In parallelo, l'ipotesi sociale di Rathenau sull'abolizione della eredità  come premessa per la maggiore libertà possibile di emergere.
 
Un esempio applicato nel romanzo di Leo Perutz "Tempo di Spettri".
In esso, ambientato tra il 1919 e il 1921, sotto la tragica vicenda principale, si nasconde la trama secondaria del giovane dottor Bamberger, di mezzi modesti e grandi ambizioni, che affitta una stanza nella impoverita Vienna postbellica.
Sulla base dei suoi "calcoli", egli postula l'inizio di una guerra interna al sistema con drastica perdita di valore della moneta e dei beni, e conseguente possibilità di grandi acquisizioni a partire da un capitale limitato intelligente.
Nell'arco di due anni, Bamberger diviene onorato e fondamentale Presidente, padrone di risorse industriali e finanziarie. In due anni egli ha compiuto il suo ciclo. 
Anche il protagonista ha compiuto il suo ciclo, autoconsumante e tragico.
Al loro ultimo fortuito incontro i nuovi equilibri sono di nuovo in condizione di stabilità (differente dalle condizioni iniziali) e, al momento, non sono concessi ulteriori mutamenti.
 
Nota peculiare: Perutz stesso, scrittore austriaco (sua epigrafe), era anche matematico attuariale (sue le curve di Perutz delle assicurazioni vita, composte per le Generali).
 
Analogie tra allora e adesso in Europa Centrale:
a) impoverimento complessivo reale/percepito delle classi borghesi;
b) sovversione dal basso dell'ordine stabilito (allora: rivolte sedate in Austria, Germania; rivoluzione e guerra civile in Russia);
c) veemenze nazionaliste (neo-)statali (già allora a composizione etnica complessa in contrasto con la omogeneità immaginata dal Presidente Wilson);
d) possibilità di cambiamento delle gerarchie (allora: fine degli imperi sovranazionali - rif. Cergoly; oggi, crisi dell'Unione Europea);
e) diminuzione della natalità (allora per morte di milioni di maschi giovani sui fronti bellici);
f) ricerca di nemici interni spesso su base etnico-religiosa (allora come oggi,);
 
 
g) nascita di nuove soverchianti potenze extraeuropee (allora gli USA, rif. Terra e Mare di Carl Schmitt; oggi la Cina continentale);
h) perdita di senso/ridefinizione di confini-barriere;
i) nuove comunità etniche migrate (cfr. Ernst Nolte sull'elemento perturbante in Germania dalla immigrazione yiddish dalla ex-"zona" dell'Impero Russo) .
 
Alcune differenze rispetto ad oggi:
a)  circa il rinascere di regimi totalitari persecutori: assenza odierna di armi da guerra diffusamente disponibili, assenza di dimestichezza delle masse con armi, sangue e morte (eserciti rivoluzionari russi; militari smobilitati: "i miei cani da sangue", secondo il ministro socialdemocratico Noske definì i paramilitari dei Freikorps chiamati a reprimere i moti bolscevichi nella Germania di Weimar);
b) attuale assunzione del potere economico sovranazionale da entità impersonali (es. confronto dimensionale BlackRock vs. bilanci nazionali degli stati membri UE);
c) nella cultura occidentale, attuale dominanza apodittica del rifiuto della conflittualità; simultanea elevazione di divieti insormontabili a ogni negoziazione con finalità limitanti verso minoranze intransigenti (conseguente obbligo monolaterale autoimposto ad accettare integralmente le istanze di tali minoranze). Vessazione contrapposta di minoranze non intransigenti (es. cristiani pro-life, israeliti).
 
Conclusioni:
Si suggerisce di interpretare le possibilità offerte dal mutamento senza fissazioni retrospettive sul periodo di stabilità svanito (livello micro- e sociologico), e senza ostinazioni negative sulle forme di cambiamento intrastatali (es. media vs. Trump);
Si suggerisce inoltre di contrastare politicamente la costituzione di barriere assorbenti  all'interno del sistema Europa/Occidente, in fase critica. Esse possono solo rappresentare rassicurazione frenante per la borghesia minore, seduzione per le masse, vantaggio per i circoli dominanti e ostacolo all'evoluzione.
Si suggerisce infine atteggiamento culturale  attivo nel rimodellare le barriere asimmetriche rispetto a minoranze intransigenti (indurimento o controbilanciamento della intransigenza) e a minoranze non intransigenti (recupero di compliance). 
Insieme, recupero della consapevolezza di possibili conflitti se necessari. 
 
Alla memoria di Walther Rathenau, genio coraggioso.

Proporzioni, scale e dinamicità: variabili nelle alleanze

"La politica è come la sfinge della leggenda. Divora chiunque non riesca a risolvere i suoi enigmi."

Non un detto arcaico che avrebbe mandato in visibilio Taleb.
Piuttosto un detto mémorable di uno scalatore sociale divenuto gentiluomo da salotto e scampato per un nonnulla alla ghigliottina dei rivoluzionari.
(Rivarol. Massime di un Conservatore. a cura di E. Juenger, Trad. It. Guanda).

Un enigma che mi attira da diverso tempo è l'attitudine stabile statunitense verso il regno saudita.
Veri sono i legami economici, non ultimo la vicinanza curricolare reiterata di numerosi dirigenti di alcune maggiori agenzie federali (v. analisi dettagliata di Peduzzi su Il Foglio nel 2017).

Spero di non esserne divorato a mo' di spezzatino à la turque.

Di fatto, le tesi matematiche di Taleb su dimensionalita e instabilità nel tempo sembrano calzanti sulle differenze:
A) tra scenari regionali e macroscenari;
B) probabilità di durata.

Lo scenario regionale coinvolge l'alleato inscindibile statunitense nel mediterraneo orientale, la sua necessità di sopravvivere a forti minacce locali 
Esse costituite da 
1) Hezbollah in Libano - peraltro insieme ad Amal nati come milizia di autodifesa dei contadini sciiti del sud Libano rispetto alle milizie palestinesi trasferitevi in massa dopo il Settembre Nero del 1970; 
2) milizie e armamenti iraniani nel sud Siria appena oltre le strategiche - sempre in senso locale - colline del Golan.

Evidente la convergenza di interessi regionali a origini differenti tra Israele e progetto egemonico saudita nel mondo sunnita.

Ma in scala maggiore esistono probabilità di dissenso tra USA e SA

Tale dissenso è stato falsamente tamponato da eventi suscitati con ricadute devastanti e pecette inenarrabili come:
1) 2a Guerra in Irak; 
2) primavere arabe con caduta decisa/permessa di regimi autoritari (Gheddafi, Mubarak);
3) recupero parziale egiziano.

Le pecette hanno aperto grandi scenari al « rivale che poteva non essere tale » (FSI) , in terminé di alleanze e di vantaggiose forniture belliche (non tutto il know how è in vendita e questo comporta soggezione dell'acquirente).

La volontà strategica SA avversa all'Occidente (propaganda whahabi/salafi mediante fondazione di madrasse - es Bangladesh un tempo tollerantissimo) è così grande da non essere ignorabile nello scenario macro.

Inoltre la Dinastia esercita potere assoluto con uso irrefrenato di servizi/polizia, rifornisce di armi allo stato dell'arte (finalizzate al massimo risultato con minimi danni collaterali) forze armate palesemente incapaci (v. Yemen).

Questo è indice di instabilità e di alta probabilità di tracollo a venire.

Tra i rivali regionali, più sofisticato il Qatar con i suoi legami transnazionali (Fratellanza Musulmana, i.e. Turchia odierna ed ex presidente egiziano Morsi) e potenza mediatica (al Jazeera è enormemente più seguita di al Arabyia).
Dal punto di vista occidentale storico, raggruppamento non meno pericoloso in quanto più intelligentemente pervasivo (v. Houellebecq, Soumission).
La loro logica è molto più orientata nel tempo e intrinsecamente adattiva.

Quindi: oltre la ostinazione della passata Amministrazione nel definire l'accordo con l'Iran e nello svalutare l'alleato Israele, 
ci si augura che la modalità empirico-proteiforme dell'attuale Commander in Chief
superi ostacoli interni (es. la tradizione per cui il partito dell'attuale Presidente si fa ancora 
dettare dai rivali democratici la linea politica estera)
riesca a recuperare a una interazione positiva il mondo minoritario e sin qui ostracizzato dell'Islam sciita

Esso, come minoranza, è meno prepotente (non può/vuole imporre la sua regola a tutti).
Inoltre è teologicamente molto sofisticato, ha una gerarchia ecclesiale ed è meno aniconico.
Rif H Corbin

Quindi la previsione/auspicio che:
1) l'alleato SA sia valutato inaffidabile sugli scenari macro e con veri limiti di durata prospettica;
2) l'Amministrazione e i suoi riottosi alleati arrivino a interazione dinamica con l'Islam sciita Iran incluso, sapendo che le sanzioni da sole raggruppano i popoli intorno a governi oppressivi anche nel medio termine (quindi cambio dinamico di strategia) e 
3) avviino modulazione cauta verso il blocco Fratellanza Musulmana.

Sulla buona strada nel sottrarsi agli obblighi autoimposti del pol corr / pensiero obbligato,
il Presidente superlativo nell'attrarre le masse escluse (altro bel tema utilizzabile anche all'estero) potrebbe riuscire a evitare sempre più Sukhoi e meno F35.

Alla memoria del passato Presidente più consapevole nella politica estera.

Buona serata 
GE

Della Postura

Flectere  si  nequeo  superos,  acheronta movebo

Negli stessi luoghi in cui scrivo, sono quattro anni dal regalo parallelo del libro I Cinque Anelli e dalla stampa giapponese che ritrae l'ira guerriera di Miyamoto Musashi. 
E, nelle medesime ore, dall'acquisto casuale di The Black Swan di N N Taleb.
Giorno fulcrale per le mie percezioni e per le mie intenzioni.
 
In realtà, l'esperienza di combattimento pratico associata al pensiero in contesti di instabilità rendono paralleli lo spadaccino/scrittore  giapponese e l'economista-matematico-filosofo libanese, citato in recente intervista dal prof. Savona.
 
Per questa seconda puntata di riflessioni libere, ho messo in valigia solo testi di Ernst Juenger e su Ernst Juenger, questi  ultimi di due filosofe italiane (Resta e Bonesio).
Insieme al piccolo libro di racconti Il Principe del Fuoco di Filip David, gioiello  e lascito di un'amica meravigliosa che non è più.
E a Il Rosa Tiepolo di Calasso, perla suggeritami dalla prof. Bonesio.
 
Ducunt volentem fata, nolentem trahunt.
Cadere nell'errore pur essendone stati messi in guardia.
 
La questione del porsi di fronte alla crisi (dell'Italia, dell'Europa, dell'Occidente) ha ragioni sfaccettate.
 
La complessità europea forzata in standard unitari, e la conseguente rinuncia alla resilienza (meglio: rinuncia alla antifragilità) intrinseca a un sistema complesso sono discendenti diretti di una visione prima macroeconomica  e solo in secondo grado divenuta politica, proprio per l'assenza di un vero pensiero politico.
Macroeconomia di scuola. Cioè da scolari che per assenza di vastità intellettuale respingono a priori come eretiche le posizioni differenti.
 
Burocrazia strategica, ipersintetizza icastico CP.
 
Come scholae tomistiche avverse alla verifica nelle cose e, quindi alle alternative. Nonché al proseguire ininterrotto del Tempo, che in se' è mutamento.
 
Inoltre la parte italiana nel prof. Prodi seguiva nella prassi i principi religioso-politici di un formatore di politici, l'ex-politico fattosi sacerdote. Don Dossetti.
 
Pertanto in Europa e in Italia si trova di fronte a una postura demarcata da negazioni ideologiche.
Dogmi in negazione.
Sia macroeconomici sia, almeno in Italia, da radici religiose della politica.
 
Queste ultime si sono avvalorate sotto altri mantelli in una sorta di pensiero dominante che, senza curarsi delle proprie contraddizioni intrinseche, è diventato una massa ostile a ogni critica.
Il cui tratto unificante (da Chomsky a Boldrini sui diritti attraverso la teorizzazione della decrescita felice) è intessuto dalla negazione.
Un nuovo totalitarismo compatibile con le stesse democrazie di massa.
 
Come in dispute teologiche, si bollano i dissidenti e li si priva di parola (in Francia, Eric Zemmour, Michel Houellebecq et al.).
In Italia Meotti può ancora scrivere perché conta poco.
 
La negazione include anche il Tempo, l'Europa viene vista come onnipotente persistente e perciò sempre risarcente le sue colpe.
Come se un secolo di guerre civili non l'avesse ridotta a media potenza (usurato gigante economico dai piedi persistentemente di argilla politica).
 
Insomma: fare profitto onestamente, cogliere le occasioni di crescita, vedere il progresso economico e tecnologico come favorevole sono diventati ai più degli atti di insubordinazione.
 
E lo stare (cioè la postura) di fronte alla crisi diventa come lo spadaccino in duello che curi prina di tutto la perfezione del gesto: cioè un imminente morituro.
 
È palese la mia posizione, nel citare Juenger. Quella di anarca. 
Il senso nella bibliografia allegata, altrimenti ci vorrebbero tomi e non sarei pari a chi ne ha scritto.
Riservo a me stesso la mia posizione, qui oggi sono un consigliere, quasi lo steward notturno Martin Venator.
 
Comunque sia, voglio mantenere la libertà (di anarca, più cara a me del mio istinto contro il rischio) e. devo ricordarmi chi sono, da dove arrivo e quali pezzi della mia scacchiera io non possa sacrificare impunemente.
 
La libertà da dettami religiosi e da quelli para-religiosi del pensiero obbligato. La cui forza adversus contradictiones è invece nella ritualità.
Perché la mia libertà possa rimanere estetica e non rituale.
 
Per esempio, dalla contiguità autobiografica con lo Hoover Institute nel mio 1989 di crolli di muri, al condividere l'opinione (adversus Hoover, cioè la allora russologa prof. Rice) che la super-insula americana guidata dai repubblicani (io resto GOP al midollo) non debba farsi dettare la linea politica dai democratici (prof. Luttwak, in intervista italiana aprile 2018).
 
Cioè che la super-insula e il suo dominio (Europa) debbano escogitare alleanze tematiche con la Russia anziché consumarsi in una lotta tra parenti.
Ovvero rinunciare alla inarrestabile omologazione dell'altro da se', alla rinuncia allo Stato Mondiale.
 
La mia crescita giovanile politica in una famiglia liberale (con la e) mi fa ricordare come mio padre, liberale di sinistra, rarissima avis, sostenesse l'abolizione della eredità.
Per altre ragioni (estetiche) ho da poco trovato il concetto come già espresso dal filosofo-politico  Rathenau.
 
Ma il mio essere un liberale conservatore, che ben conosce le differenze storiche e teoriche tra il non intervento (presidenze repubblicane pre-Kennedy), l'intervento (Kennedy-Johnson), la gestione riluttante unita all'apertura al nuovo (Nixon-Kissinger, tra il disimpegno dal Viet Nam alla apertura alla Cina) e al conoscere la propria postura (Strauss, il GOP da Reagan al Tea Party) mi costringe alla posizione di rischio.
 
Voglio poter dire che su temi selezionati la Russia è un partner affidabile; che l'Europa a guida tedesca (con il mio viscerale amore verso la Germania) ripete gli errori concettuali di due sconfitte colossali.
Che si può essere alleati su temi e in luoghi senza perdere il senso di chi si è e di quale sia la nostra storia. 
Che ci ha consentito di essere (ancora per un po') ricchi e liberi come noi siamo.
Esteticamente alti, in aggiunta.
Poiché "soltanto un principio estetico, non economico o meccanico può presiedere a questa sovrabbondanza".
E che tali (almeno per un po', fino alla fine dei nostri giorni) abbiamo il diritto di voler rimanere.
 
Nel testo:
Miyamoto Musashi, Il Libro dei Cinque Anelli
Nassim Nicholas Taleb, The Black Swan, Antifragility
Ernst Juenger, Eumeswil; Trattato del Ribelle; Al Muro del Tempo
Caterina Resta e Luisa Bonesio, Passaggi al Bosco
Carl Schmitt, Terra e Mare
Confucio, Dialoghi
Rathenau, Trattato di Rapallo e opus teorica
Ernst von Salomon, Io resto Prussiano..
Filip David, Il Principe del Fuoco (per Gordana Jeremic, sempre qui).
 
Al trittico del destino (von Salomon-Rathenau-Canetti) che manderò in mostra, alla memoria di Francesco Cossiga (il mancato invito a Wilflingen nel 2008 resta felix culpa) e a coloro che nomino e  con cui ho avuto il dono di poter dialogare.

La globalizzazione

Lo scambio mondiale di merci e notizie allarmava Hegel e gli hegeliani, fra tutti Bruno Bauer.
Allora, Karl Marx la indicava persino nella mela acquistata (1).
Erano ferrovie e navi a vapore, era il telegrafo.
Per le possibilità di percezione e per gli antefatti, il disagio di fronte alla innovazione e la innovazione stessa erano fortemente simili tra seconda metà ottocento e generazione pre-millennial (interposta fra caduta del sistema leninista e Internet).

Infinitamente più destabilizzante, al termine della Belle Époque, la tematizzazione contrapposta germano-slava e la simultanea contrapposizione germano-gallica. Il risultato: la fine del dominio europeo (2).

La possibilità di fronte alla crisi non è se questa possa non avvenire, piuttosto è come adattarsi ad essa e trarne vantaggio.
Esempio: emersione della insularità e della super-insularità come proprietà altamente favorevole (3).

La non-chiusura alle ipotesi a fini di vantaggio richiede:
a) sapere cosa e per chi sia il vantaggio.;
b) poter adattare mezzi e risorse per conseguirlo.

Per chi sia il vantaggio richiede a sua volta struttura statuale e sociale coerenti e coese.
Non in un senso veritativo (categoria astratta e non verificabile), ma aspirativo (categoria motivante, quindi concreta).

L'esempio: la resilienza dell'Impero Romano d'Oriente in ragione della coesione ideologica (teologica) fino alla Quarta Crociata: sgretolamento politico, dissoluzione economica, distruzione militare per dominio latino anti-ortodosso (4).

RIFERIMENTI
1) Karl Löwith, Da Hegel a Nietzsche (varie);
2) Michel Tournier, Le Roi des Aulnes (epigrafe);
3) Karl Schmitt, Terra e Mare
4) Edward Luttwak, La Grande Strategia dell'Impero Bizantino.

Le legioni di Varro

Il tema è suddiviso in due categorie

a) sistemi complessi, evoluzione auto-organizzata - bottom up vs direzione dall'alto 
b) situazioni e possibile coupling

La cronaca è ideologica divisiva, come le fazioni Verde e Blu dell'ippodromo di Costantinopoli.

La questione è meno passionale e ha risvolti teoretici e di interesse.

I risvolti teoretici sono le competenze nella gestione di sistemi complessi.

Da una parte la gestione business as usual CE e WB è contraddetta dalla mancata effettiva risoluzione degli standard di debito nazionale anche a fronte di impoverimento delle popolazioni.
Essa funziona solo nella considerazione di alcuni parametri quando il loro numero è molto più alto e la loro importanza (peso) non è gerarchizzabile a priori (dinamiche dei sistemi complessi).
RIF Grecia Argentina

L'altra è negli attori non conclamati (es. fondi pensione RFT con massivi investimenti in titoli di stato, tra cui quelli propri RFT a rendimento negativo. Un solo patto da conservare, ad uso esclusivo RFT?)

Infine il cannoneggiamento mediatico su temi propri ad ogni nazione (ubi vulnus...). 
Es. spread per l'Italia con caduta governo Berlusconi e successivi governi eteroguidati.
Una potenza di fuoco impressionante grazie a rete preesistente di compiacenze e possibilità di ricatto su "interessi extracurricolari".
Il tutto senza empatia istintiva per le posizioni di Breitbart / Bannon.

L'altro tema è il manifestarsi di attrattori strani in ambito politico.

Alcuni di essi conglomerano forze e poi scompaiono a risultato conseguito (es UKIP dopo Brexit e collasso parziale Partito Conservatore).
Altri determinano l'unione di forze ostili sebbene contraddittorie, e ne subiscono la sconfitta anche a causa di storia locale e personale (Les Bleues).
Altri ancora agiscono su un passato intensamente nazionalistico dopo la repressione sovietica (Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria).
Essi vanno in rotta di collisione diretta con le istituzioni europee.

L'Italia è il primo luogo ove due attrattori strani tra se' diversi hanno raggiunto la guida per incapacità di chi dirige i giochi (Mattarella) e con consulenti esterni di grande prestigio 
tentano una elaborazione simultanea di programmi a contenuti divergenti.
Essi non cercano contrapposizione ma rimodulazione dei rapporti con la Commissione Europea.
Ciò ha elicitato comunque il rifiuto.

Consegue alta probabilità di destabilizzazione CE a seguito elezioni europee prossime.

Le contraddizioni interne sono evidenti, nelle forze (es. Lega ha competenze locali e statali ma esercita ruoli statalisti nella gestione delle risorse regionali mentre sostiene un tema liberista come la flat tax. M5S ha un ideologo molto più liberista della sua base e una impreparazione drammatica).

A fronte della evoluzione non prevista del sistema complesso UE (che potrebbe dare vantaggi di resilienza nei cambiamenti di stato -catastrofi), la CE assume un ruolo ipernormativo onnipresente.
Ciò è opposto alla evidenza nei sistemi complessi.

Riusciranno a emergere nuove proprietà benefiche o assisteremo al collasso del sistema CE?

A favore del collasso anche la rigidità ideologica su temi etici e culturali che infragilisce la coesione di fronte ai cambiamenti di stato.

L'inserimento di una entità forte nel governo giallo verde può dare opportunità di evoluzione favorevole. 
La miopia del sistema è evidente negli attacchi personali e nel travisamento reiterato intenzionale delle tesi.

L'insistere nella normatività conduce inevitabilmente all indebolimento strutturale, ostacolo al rinnovamento e prodromo di catastrofe.

RIF
Joseph Joffe - Perché l'America non fallirà 
Telmo Pievani - Homo sapiens e altre catastrofi
Etc etc

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