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Ci vorrebbe la Pizia

by G. Zincone
Attraverso i romanzi di ieri agli enigmi di oggi.
Ritorno ai Patriarchi, di Arnold Zweig (DDR)
 
Le vicende del professor De Vriendt a Gerusalemme protettorato inglese illustrano sensibilmente la nascita dello Stato di Israele, le contraddizioni e i temi personali insiti sino ai tempi nostri.
 
La visione di Zweig della Prima Guerra Mondiale come guerra degli “uomini bianchi”, ancora adesso tema aperto.
 
Gli enigmi che ci di parano di fronte.
 
La Nazione-Impero, la Persia, che inventò il gioco degli scacchi ha eseguito nei suoi limiti di potenza regionale lo stesso tema degli inizi della guerra in Ucraina (rif. mio precedente St. Peter’s Snow).
Compellence.
Mettere l’avversario nella obbligatorietà di eseguire una mossa, anche se con esito sfavorevole.
Ha usato il suo proxy più spendibile Hamas, estraneo alla mezzaluna sciita e cofinanziato dai rivali regionali sunniti Turchia e Qatar.
Ha - per alcuni anni - allontanato e limitato la portata degli Accordi di Abramo e lo sviluppo della via del cotone.
Non ha speso la sua risorsa sottoregionale maggiore, il partito-esercito Hezbollah in Libano.
Non ha speso l’altra risorsa, gli Houthi di Yemen.
La diretta del discorso dello Sheikh Nasrallah a Beirut (grazie a L’Orient Le Jour) e le successive analisi di più attori non includono una significativa diminuzione iraniana.
Le incertezze delle Amministrazioni Democratiche USA nella gestione del dossier iraniano non fermano l’espansione nucleare.
 
Ritorno al Libano, in disastro economico, impasse politica (Presidenza  Aoun terminata da un anno), potenziale ridimensionamento di Hezbollah e fazioni cristiane fortemente scisse sin dall’inizio della Presidenza Aoun. Con la più grande Ambasciata USA in costruzione avanzata.
Apprezzo da più di un anno la istituzione della rubrica Lebanon Watch su National Interest.
Suggerisco un ruolo strettamente cooperativo USA, Italia (da sempre apprezzata in loco come UNIFIL, SISMI e ora AISE) e ruolo collaterale limitato e controllato francese nel favorire una Presidenza libanese aperta all’Occidente anche coercendo le Forces Libanaises di Geagea verso un governo di coalizione con alcuni cambi di protagonisti. E con grandi e controllate erogazioni economiche il meno mediate (all’interno) possibile.
 
Il Libano chiave di volta.
Approfittando della risk aversion insita nella politica estera cinese.
E facendo di necessità rientrare la Russia tra le nazioni con cui si può dialogare.
 
A proposito, al di là delle aperture (inappropriate per una quasi fine mandato), le gestualità dell’incontro tra la dottoressa von der Leyen e il Presidente Zelensky sanno molto del mondo antico dove uno Joseph Roth non poteva aver modo di conoscere le élites.
 
Infine, le sanzioni.
Non funzionano mai.
Vedi Italia mussoliniana, vedi Iran.
Corrompere costa meno che punire (rif E. Luttwak, La Grande Strategia dell’Impero Bizantino).
 
Prossimamente: panslavismo, neo-ottomanesimo e panturanismo. Tracce nascoste.
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