E’ interesse di tutti gli italiani che il territorio italiano diventi supersicuro ambientalmente, supercompetitivo economicamente nonché autonomo sul piano dell’energia abbondante a costi minimizzati. Per tale obiettivo serve un modello di supersintesi.
Serve più acqua dolce non solo per l’ecoadattamento al cambiamento climatico, ma anche per la rivoluzione tecnologica che richiede in prospettiva una quantità immensa aggiuntiva di acqua stessa per raffreddamento dei nuovi centri di servizio informatico, nonché di energia elettrica. Va poi considerato che dal mondo dell’agricoltura aumentano i segnali di scarsità idrica. Qualora le soluzioni fossero troppo lente, l’ambiente economico italiano diventerebbe meno competitivo, più carico di costi per la gestione di crisi e meno attraente sia per investimenti sia per turismo. Se poi aggiungiamo il rischio idrogeologico reso elevato da fenomeni meteo di intensità crescente, il punteggio di vulnerabilità – considerando anche quello degli incendi – tende ad aumentare con impatto sui costi gestionali del geosistema nazionale. Le soluzioni sarebbero programmi separati “Irriga Italia”, “Ecoadatta Italia”, “Dinamo” elettrifica Italia, ecc,? Il loro finanziamento richiede una la creazione di un modello sistemico che li integri ed armonizzi. Come? Per prima cosa un modello computerizzato ed evolutivo del territorio italiano (HOMI, HOlistic Model of Italy, modello olistico dell’Italia) come base per simulazioni di politica efficace ed efficiente zona per zona poi complessivamente integrate. Fattibile? C’è già una base di mappe caratterizzate da dati multisettoriali. Un sistema di intelligenza artificiale agentica può metterle tutte insieme trovando un codice integrativo che le “normalizzi” per permettere una lettura con criterio standardizzato. Poi questa mappa sistemica può evolvere con nuovi dati e con informazioni di completamento. Il punto: oggi la tecnologia per l’analisi dati e scenari permette di fare questo e di più. Vantaggi? Calcolo sistemico su dove mettere dissalatori per avere più acqua potabile e per raffreddamento di nuovi centri dati nonché per irrigazione. Combinato con un’agenda di priorità in base a fabbisogno ed altre variabili, per esempio la presenza di invasi che raccolgono acque piovane, la zonazione mirata di fonti di energia alternativa e, nel prossimo futuro, di piccoli reattori nucleari a fissione a sicurezza intrinseca, nuove reti elettriche, nuove infrastrutture, ecc. Comune per comune, provincia per provincia, regione per regione, ogni unità territoriale connessa sul piano informativo con le adiacenti e con il complesso. Obiettivo? Energia abbondante al costo di ¼ di quello corrente che permetta un aumento notevole della produttività e competitività del sistema industriale grazie all’innovazione tecnologica. A cui va aggiunta la copertura della crescente domanda di microclimatizzazione delle abitazioni e luoghi di lavoro. Irrigazione e disponibilità idrica ottimali. Migliore contenimento progressivo del rischio idrogeologico, ecc. In quanto tempo? Con i colleghi ricercatori abbiamo valutato una progressiva riqualificazione ambientale ed economica del sistema in circa 15 anni. Modello finanziario? Circa l’80% di investimenti privati garantiti ed incentivati da un 20% di capitale pubblico via partenariati pubblico-privato (Ppp) facilitati dalla disponibilità di simulazioni precisabili che riducono il rischio e precisano meglio il rendimento per gli investitori privati. Ha la politica italiana sufficiente competenza per avviare un programma simile a quello qui abbozzato? E quella europea?