La crisi del Golfo, pur di importanza vitale la sua soluzione nel breve termine, va vista come indicazione che per l’Italia sia necessario accelerare la riduzione – necessariamente graduale - della dipendenza da petrolio e gas importati. Come? Centrando sul nucleare di nuova generazione un’ampia matrice di fonti energetiche alternative. Da mesi nel mondo finanziario italiano c’è attenzione sulla creazione di partenariati pubblico-privato (Ppp) di investimento. Lo spazio fiscale disponibile al governo è minimo per investimenti a causa dell’enorme debito pubblico mentre la grande massa di risparmio italiano non riesce a trasferirsi su un ciclo espansivo del capitale futurizzante. Quindi progettare programmi Ppp è una priorità sistemica per l’Italia. Il recente annuncio da parte del ministro dell’Energia che entro il 2026 saranno emessi i riferimenti normativi per spingere il nucleare civile con formula di neutralità tecnologica in relazione ad altre fonti pulite indica, secondo me, la migliore collaborazione Ppp per sia risolvere problemi di gap competitivo (costi) sia spingere la futurizzazione del sistema economico italiano nonché spostare per convenienza più risparmio sul ciclo degli investimenti nazionali. Molte aziende italiane sono ingaggiate nello sviluppo del nucleare di quarta e “terza più” generazione sia con capacità autonome sia in collaborazione internazionale. Quindi va annotato che la capacità dell’industria nucleare italiana è primaria e non secondaria nonché variata. Non voglio citare aziende in concorrenza, ma non posso nascondere la preferenza per i piccoli reattori nucleari a fissione con sicurezza intrinseca (Smr) costruibili in serie, distribuibili in spazi minimi (due ettari) ed alimentabili con materiali nucleari esauriti, ma riutilizzabili. Quando i primi prototipi? Dal 2030 al 2035, ma probabilmente orizzonte temporale anticipabile. La fusione nucleare? In fase di studio, alcuni annunci la ritengono prossima, ma è più probabile che sia una tecnologia successiva dal 2040 in poi. Da tempo, con un gruppo di ricerca dedicato, cerco di definire una formula di fonti energetiche mixate tenendo conto della transizione energetica verso fonti pulite che comunque rende necessario un certo volume di combustibili fossili pur discendente nel tempo. Un’accelerazione del nucleare civile supersicuro aiuterebbe l’espansione delle fonti intermittenti, per esempio il solare, in quanto renderebbe certa la continuità dell’offerta energetica. In generale, ritengo possibile una formula mobile di mix energetico che faccia da riferimento per la politica energetica. Accelerazione come? Sono fondamentali una zonazione anticipativa che definisca i luoghi (o le condizioni) dove insediare piccoli reattori nucleari e nuove norme che prendano atto delle tecnologie di sicurezza intrinseca per ridurre i costi di costruzione di una centrale nucleare piccola o media. C’è molto lavoro da fare, ma il punto chiave dell’accelerazione è iniziare a progettare un fondo di investimento Ppp (ventennale e quotabile) dedicato al nucleare di nuova generazione.