Raccomando freddezza analitica. Dopo l’anomalia dell’Amministrazione Trump, nelle elezioni presidenziali statunitensi del novembre 2028 emergerà una conduzione molto probabilmente diversa e più convergente con gli alleati. Questo vettore probabilistico può essere indebolito da azioni irreparabili da parte di Donald Trump e reazioni eccessive degli alleati nel breve/medio termine che ne scatenino l’aggressività. Pertanto, dando priorità ad un’azione che eviti destabilizzazioni economiche e finanziarie del sistema globale, raccomando ai governi europei tre azioni combinate: a) “strategia della spugna” nel breve; b) “della riglobalizzazione selettiva” via aumento dei trattati doganali nel mondo; c) sempre mantenendo la fiducia che l’America ha la capacità di contenere gli eccessi divergenti dell’anomalia Trump.
Il punto c) è stato oggetto di valutazione attenta entro il gruppo di ricerca euroamericano che coordino, dove nella parte statunitense ci sono ricercatori centristi con sensibilità sia democratica sia repubblicana. Dati:
1) un’azione militare statunitense per l’occupazione della Groenlandia richiederebbe il consenso del Congresso, così come l’abbandono della Nato, e una parte dei repubblicani toglierebbe la maggioranza a Trump;
2) la violazione degli accordi doganali con l’Ue e la continuazione di questa minaccia verso altri alleati, per esempio il Canada, sarebbe un danno economico pesante anche per l’America a ridosso delle elezioni parlamentari di mid term nel novembre 2026; 3) i dati economici correnti - che per inciso l’Amministrazione Trump sta tentando di addomesticare - segnalano un aumento della differenza tra ricchi e poveri e ciò è concausa della perdita forte di consenso per Trump, nonostante una certa crescita del Pil, nella classe media che aveva votato repubblicano;
4) il tentativo di Trump di bilanciare la perdita di consenso via nazionalismo imperiale ha un certo effetto sull’elettorato Maga, ma non sufficiente;
5) Parecchi elementi nell’Amministrazione stanno tentando di correggere Trump pur non con contrapposizioni evidenti. Questi dati suggeriscono agli europei di non sovrareagire, ma di assumere comportamenti negoziali per prendere tempo utile a limare le divergenze ed ottenere compromessi, pur senza cedimenti eccessivi visti i sondaggi che indicano una repulsione degli europei alla conduzione Trump, che permettano a Trump stesso di recedere.
Qui il punto è salvare le relazioni con un’America futura diversa dove è possibile che una nuova conduzione a Washington veda che potrà mantenere il primato globale entro l’alleanza delle democrazie, un G7 ampliato, e non come potere imperiale solitario. Probabilità? C’è una speranza probabilistica, ma non ancora un vettore. Ciò rende razionale per l’Ue agire nel breve come una spugna per assorbire gli eccessi statunitensi, ma parallelamente accelerare i trattati commerciali con India, Australia, senza dimenticare la riconvergenza con il Regno Unito e la conferma del Mercosur, nonché il rafforzamento di quelli con Canada e Giappone, impostando una proiezione in Africa.
L’Italia? Nello scenario detto avrebbe i maggiori vantaggi moltiplicabili da partenariati bilaterali strategici. In conclusione, appare vantaggiosa una maggiore freddezza analitica e comportamentale da parte dei governi europei, pur preparando una strategia di sostituzione/integrazione di una Pax Americana ormai piccola sul piano globale con una Nova Pax o eurocentrica oppure con ripristino della convergenza euroamericana. Aggiornamenti.